mercoledì, giugno 28, 2006


NOWHERE TO HIDE
Di Lee Myung- se - Corea del Sud 1999

Caccia grossa tra i poliziotti Woo e Kim alla ricerca di un sospettato, Sungmin, colpevole di un efferato omicidio avvenuto in pieno giorno...
Il regista ha definito questo suo lavoro "un film sul movimento, sull'energia cinetica e sulla natura primitiva dell'essere umano" e per spiegarci che questa è una pellicola focalizzata sulla non stasi degli eventi, lascia a casa la sceneggiatura per dare in pasto al pubblico un film nel quale tutto succede per caso: i poliziotti si appostano, prendono un cattivo, lo picchiano, si fanno dire dove trovare il pesce un pò più grosso, si appostano e lo prendono per interrogarlo e così via. Lee si dimentica cosa rende bello un poliziesco e non si rende conto che l' azione, punto focale del film, non decolla mai e allo spettatore non rimane che una serie di risate involontarie causate da un film che non funziona a dovere. Come un bambino al quale hanno regalato un giocattolo nuovo, il regista prende tutti gli effetti digitali possibili e li usa a casaccio, enfatizzando ogni scena con colori ed e quanto altro possa permettergli la produzione e lo spettatore, capito il trucco, già pensa a come cambiare film. Ovvio, con tutto quello che produce la Corea di buono, trovarsi questo tra gli scaffali delle videoteche nostrane.

1 Comments:

Anonymous Valeria said...

Cosa mi consigli di Sturgeon per iniziare? Lo conosco solo di fama.

Valeria

4:32 PM  

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