mercoledì, agosto 23, 2006


THE UNTOLD STORY
Di Herman Yau - Hong Kong 1993

Basato su una storia vera, il film narra di un uomo che, ucciso il proprietario di un ristorante, ne prende il posto e serve ai clienti cibo a base di carne umana proveniente dalle vittime dei suoi schizzi di follia. Un gruppo di agenti, capito che è lui il colpevole, lo prenderà e lo torturerà fino a quando, esausto, il maniaco cederà e confesserà tutta la storia...
Yau, con questo film, dimostra che sporcarsi le mani con una materia delicata come quella dei serial killer può portare ad un film grandioso: un uomo che cucina carne umana, poliziotti che si muovono in modo troppo radicale e una società che pretende di risolvere il problema subito e senza dolore sono gli elementi che rendono la visione di questo film appagante. Il regista si diverte e spiazza, con un inizio in cui si alternano momenti di lucida follia ( gli efferati omicidi del pazzo ) ad altri di umorismo di grana grossa, lasciati al gruppo di poliziotti idioti ( basti pensare alle infelici battute sulle tette dell' ispettore donna ) capitanati da un puttaniere che non disdegna di farsi vedere con le proprie donne ( a pagamento ) dentro il commissariato. Si può dubitare della prima parte, se non si è avvezzi al cambio di copione tipico hongkonghese, ma nella seconda il film scende negli abissi della follia e lo spettatore rimane turbato nel vedere quanta poca differenza esiste tra il maniaco e la polizia, che senza prove si darà alla tortura più bieca per una confessione, appoggiati da una società che accetta di buon grado tali metodi pur di liberarsi di un così grosso peso ( incredibile la scena con l' infermiera che tortura il serial killer per vendicarsi dell' aggressione subita! ). Il film, comunque, parte del merito la deve ad uno strepitoso Anthony Wong, perfetto nella parte del sadico omicida, vincitore per questo della palma come miglior attore agli Hong Kong movie awards del 1993 ( anche se all' inizio la parte doveva essere affidata a Simon Yam ). Un gioiello quindi, da vedere e conservare, vera e propria vetta di un cinema difficile da ripetere ancora. Si astengano, comunque, i deboli di stomaco. Con due seguiti.

5 Comments:

Anonymous cicciopasticcio said...

eccellente sto film, alternanze estreme e una fottuta voglia di ravioloni al vapore!

4:55 AM  
Blogger jecke said...

commento estemporaneo: sai di essere stato segnalato sul giornale Il Vicenza? :)

10:57 AM  
Anonymous Manam said...

Beh, io sono sensibile... questo film lo salto!! ^_^

11:59 AM  
Anonymous Anonimo said...

Ciao! I libri di Sturgeon finalmente sono arrivati: "Un dio in giardino" e "Cristalli sognanti". Quando li avrò letti ne pubblicherò una recensione sul mio blog, ti farò sapere comunque il giorno.
ciao!

Valeria

6:22 PM  
Blogger Torakiki said...

@Jecke: No, non lo sapevo! Quando? ^_^
@Valeria: Aspetto eh? famme sapè!

7:57 AM  

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